Sul Bilico

4 Aprile 2020

Strano aprirsi al mondo nel momento della reclusione, la strana primavera che ci è dato vivere in questa primavera.

HpO – Accapo sbircia da dietro le finestre alla vita interrotta che scorre comunque, come ogni fiume che non cessa se non rovesciandosi in mare e mutandosi in qualcosa di più grande, perdendo ogni idea della sostanza che era stato fino ad allora.

HpO – Accapo strabuzza gli occhi nell’inverno scorso, quando ancora tutto questo sembrava impossibile, quando ancora sembrava inevitabile il domani, quando ancora c’era un ancora, e più di una ragione per credervi.

HpO – Accapo nasce come traccia dei mille rivoli che strisciano e fluiscono nella Metropoli-Mostro disincantata e indifferente, che riesce nonostante tutto a mostrare anche i suoi denti più affilati. Traccia di Vita e di Poesia, orma di cammini diversi. Traccia di Poesia e di Azione, di spiriti che hanno scelto di mischiarsi al Mondo, e provare a tessere direzioni inattese.

HpO – Accapo è racconto che non si rassegna, fiaba dell’esistente, dell’impossibile che già ci attraversa e che necessita soltanto, e semplicemente, di sguardi pronti ad afferrarlo. Voce delle Voci che in questa Metropoli, da anni, ostinatamente, fanno corpo e canto, fanno eco, con il loro dire, al desiderio di non essere semplici e muti testimoni del tempo che trascorre verso la sua fine annunciata.

HpO – Accapo è un girotondo, una giostra, un cerchio nell’acqua. È un gioco. E come tutti i giochi, chiama al legame, e alla cura. E come tutti i giochi, ha la formula che dà il via ad ogni movimento: ACCAPO.

16 Marzo 2020

Ho Perso Oceani.
Ho Perso Occhi.
Ho Poche Opzioni.
HpO.

ACCAPO.